Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono.
Le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via e potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevate.
Ho scritto poesie…
“Ho scritto poesie e per queste sono stato premiato, ma sono stato anche bibliotecario, traduttore, critico letterario e musicale e persino disoccupato per riconosciuta insufficienza di fedeltà a un regime che non poteva amare. Pochi giorni fa è venuta a trovarmi una giornalista straniera e mi ha chiesto: come ha distribuito tante attività così diverse? Tante ore alla poesia, tante alle traduzioni, tante all’attività impiegatizia e tante alla vita? Ho cercato di spiegarle che non si può pianificare una vita come si fa con un progetto industriale. Nel mondo c’è un largo spazio per l’inutile, e anzi uno dei pericoli del nostro tempo è quella mercificazione dell’inutile alla quale sono sensibili particolarmente i giovanissimi. In ogni modo io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile.”
Eugenio Montale (via iceageiscoming)
Nazioni Unite rapporto droga 2009

The 2009 United Nations World Drug report, released earlier this year, notes that 2009 marks “the end of the first century of drug control (it all started in Shanghai in 1909)”, and that the illicit drug market worldwide has now become a $320 billion-per-year industry. As drug-related violence in Mexico appears to continue unabated, and crackdowns in Afghanistan are being made against its massive opium crops, new efforts are also being made worldwide in methods of enforcement and treatment of recovering addicts. Collected here are a handful of recent images from the rough world of illegal drugs across the globe.
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se non sei felice è tutta colpa tua
se non sei felice è tutta colpa tua, si legge su un muro di porta ticinese a milano: una verità spesso talmente tanto ovvia da essere dimenticata.
ho smesso di aspettare e mi sono riscoperta. mi scopro e mi riscopro ogni giorno, che sia per il taglio di capelli o per il treno che mi ha portato a mantova per il festivaletteratura ad ascoltare angelica bennett, una simpatica e lucidissima signora inglese di 93 anni nonché l’ultima erede del bloomsbury group e nipote di virginia woolf (la mia virginia woolf).
una giornata emozionante e intensa tra bancarelle di libri e ragazzi in solitaria come me, che giravano con un volume in mano e il programma della giornata, oppure seduti a leggere, immersi in un’atmosfera che chi ama i libri non può non sentire come un lungo abbraccio di cui si ha bisogno.
poi incontro marcela serrano, uno dei suoi romanzi mi ha spinto anni fa a inviare la domanda per il servizio civile a san cristóbal de las casas in chiapas, e un po’ mi emoziono per i suoi occhi e il suo sorriso che mi sembrano così sinceri da avere voglia di abbracciarla. non sono mai partita per il chiapas, ma i libri ti cambiano la vita – ecco un’altra verità ovvia e forse troppo spesso taciuta.
pianifico e mi immergo in maratone cinematografiche, del resto sono riuscita a vedere un’intera stagione di dexter in poco meno di un week end, cosa vuoi che siano quattro film in un giorno.
ogni giorno indosso un paio di orecchini pendenti, soprattutto i miei preferiti, rossi o turchesi.
ogni tanto ti penso e sei lontano, e soprattutto lo so: non ti voglio più, e quando sono triste è un po’ come piangere l’assenza – non la tua, la mia. l’assenza di quanto ho amato e difeso strenuamente, credendoci fino alla nausea. fino a non poterne più. fino a vomitare i miei stessi sentimenti, rifiutandoli per sempre.
evito di chiedermi se mi capiterà ancora con qualcuno, non sono neppure certa di desiderarlo.
ho voglia di vivere talmente tanto da sentirmene ubriaca e di incontrare persone, conoscerne di nuove, condividere passioni, racconti, alcol e risate, non mi interessa altro.
se non sei felice è tutta colpa tua e io non ho mai avuto tanta voglia di esserlo.
World’s Most Dangerous Countries for Women
Targeted violence against females, dismal healthcare and desperate poverty make Afghanistan the world’s most dangerous country in which to be born a woman, with Congo a close second due to horrific levels of rape. Pakistan, India and Somalia ranked third, fourth and fifth, respectively, in the global survey of perceptions of threats ranging from domestic abuse and economic discrimination to female foeticide (the destruction of a fetus in the uterus), genital mutilation and acid attack. A survey compiled by the Thomson Reuters Foundation to mark the launch of TrustLaw Woman*, puts Afghanistan at the top of the list of the most dangerous places in the world for women. TrustLaw asked 213 gender experts from five contents to rank countries by overall perceptions of danger as well as by six categories of risk. The risks consisted of health threats, sexual violence, non-sexual violence, cultural or religious factors, lack of access to resources and trafficking. The collection of images that follow were provided by Reuters to illustrate the dangers women face in those 5 countries. — Paula Nelson (*TrustLaw Woman is a website aimed at providing free legal advice for women’s’ groups around the world.)
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